God Of War Wiki
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Osserva la gloria di Elio!

–Elio

Elio, figlio dei titani Iperione e di Teia (e quindi cugino di Poseidone, Zeus, Ade , Era, Estia e Demetra), è il Dio del Sole e della luce. Insieme ai suoi cugini è una delle divinità più potenti di tutto l'Olimpo; in quanto egli incarna il potere del e il Sole stesso. E' il protettore dell'isola di Rodi, che gli è sacra.

Compare in molti capitoli della saga di "God of War", ma ricopre il ruolo di antagonista solo nel terzo capitolo.

Serie di God of War[]

Nascita, la Grande Guerra e Nyx[]

Elio nacque dall'unione dei titani Iperione (la prima divinità ad incarnare il potere del Sole e degli astri) e Teia (sua sorella e consorte). Fu il maggiore di tre fratelli, infatti dopo di lui, i due titani diedero alla luce anche Eos (la Dea dell'Alba) e Selene (la Dea della Luna).

Dipinto del Grande Vestibolo, che mostra il Dio del Sole con i suoi nuovi ed immensi poteri e la sua mandria di Destrieri del Fuoco; intenti a trainare il suo carro.

Anni dopo, poco prima dell'inizio della Grande Guerra, il Dio del Sole riuscì a spodestare il padre Iperione, così da poterne reclamare il titolo e gli immensi poteri. Infatti si unì al Fuoco Primordiale (la fiamma primigenia, nata durante la creazione stessa) e ne acquisì il potere; inoltre, egli divenne anche un tutt'uno col Sole stesso, e con i poteri che da esso derivano. Con queste nuove ed immense capacità, il neo Dio del Sole riuscì ad infondere parte del suo potere in molti Destrieri del Fuoco, divinità del vento create da sua sorella Eos, che ogni giorno trainano il suo carro (costruito per lui da Efesto) nel cielo, affinché la sua luce possa risplendere sul mondo. Inizialmente, Elio possedeva una folta mandria di Destrieri, ma probabilmente molti incontrarono la morte durante la Grande Guerra, e così solo quattro finirono per guidare il carro del Dio. Il Dio del Sole prese poi parte (insieme alle sorelle) alla Titanomachia, fiancheggiando suo cugino Zeus e quindi combattendo contro i loro genitori. Durante la guerra, Elio (con l'appoggio di Ermes) combatté contro il titano Epimeteo; prima che Zeus confinasse tutti i titani negli abissi del Tartaro.

Elio (con l'aiuto di Ermes) combatte contro Epimeteo, durante la prima Grande Guerra.

Tempo dopo (forse prima ancora della creazione degli uomini da parte di Prometeo), sulle coste del Mar Egeo, Elio si scontrò con Nyx, la Dea primordiale della notte, e riuscì a bandirla dal cielo notturno (costringendola, forse, a trovare rifugio nella dimensione parallela che Kratos visita in God of War: Ascension; durante la Sfida di Archimede), assicurando così il dominio della notte a sua sorella Selene, Dea della Luna. La battaglia solitaria tra il Dio del Sole e Nyx, è la prova di quanto Elio sia una delle divinità più potenti dell'intero creato.

Elio divenne il Dio protettore dell'isola di Rodi, che gli è sacra, e dove insieme alla ninfa Rodo (figlia di Poseidone e Anfitrite), generò gli Eliadi: sette maschi e una femmina. In onore alla loro divinità protettrice, gli abitanti dell'isola costruirono un'immensa statua, con le fattezze del Dio, all'imboccatura del porto della città omonima: il Colosso di Rodi.

Essendo un tutt'uno con il Sole, ed essendo quest'ultimo quasi un'estensione del proprio corpo, Elio assistette anche al rapimento di Persefone da parte di suo cugino Ade; rivelando poi il misfatto alla madre della giovane Dea: Demetra.

La Scommessa degli Dei[]

Volete stare zitti, voi due? Sto osservando i mortali. Sono così divertenti.

–Elio

Elio zittisce Ade e Ares, nel tentativo di godersi appieno la lotta tra i vari campioni.

Anni dopo, prima degli eventi di God of War: Ascension, il Dio del Sole prese parte all'ennesima scommessa tra gli Dei (insieme a Poseidone, Artemide, Ermes, Ares ed Ade). In questa nuova sfida, le divinità avrebbero dovuto scegliere un proprio campione mortale e mandarlo alla conquista della preziosa Ambrosia di Asclepio, il Dio della Medicina. Il primo dei campioni che fosse riuscito a conquistare la preziosa sostanza, avrebbe eletto vincitrice la propria divinità protettrice che come premio avrebbe visto venir eretto un nuovo tempio, in proprio onore. Inizialmente, Elio non rese nota l'identità del proprio campione, così da evitare la possibilità agli altri Dei di poter architettare qualche stratagemma per riuscire ad eliminare il suo mortale in modo sleale e prematuramente. Il campione scelto da Elio fu il mortale Cereyon, e per aumentare le probabilità di vittoria di quest'ultimo, il Dio del Sole donò al suo servitore una scheggia del suo potere, consentendo a Cereyon facoltà pirocinetiche, una parziale capacità nel controllo del potere del Sole e una resistenza sovraumana alle fiamme e alle alte temperature.

Poseidone, Ade e Elio guardano le imprese del campione del Dio degli Inferi: il principe barbaro, Alrik.

Il campione del Dio del Sole, fu uno dei soli due campioni che riuscirono a raggiungere l'interno del Tempio di Asclepio, dove la preziosa Ambrosia era conservata (l'altro fu il mortale scelto da Ares: Kratos). Sfortunatamente per Cereyon, lo spartano arrivò per primo e riuscì a cogliere l'ambito premio. Nel tentativo di uccidere Kratos e recuperare l'Ambrosia di Asclepio, il campione di Elio diede sfoggio dei suoi poteri, incenerendo molte delle braccia del Centimane Gige (sulla quale il frutto del Dio della medicina cresceva). Alla fine però, Kratos ebbe la meglio, e gettandosi insieme a Cereyon nelle acque circostanti l'isola/Gige, all'interno del tempio; tolse la vita al campione del Dio del Sole, annegandolo.

Il complotto di Persefone[]

Il titano Atlante è stato liberato dagli abissi del Tartaro, e ha preso mio fratello Elio dal suo legittimo posto nel cielo.

–Eos

Ormai stanca di vivere una vita da lei non scelta, Persefone, moglie di Ade e regina degli Inferi, decise di porre fine al mondo e alla vita della sua stessa famiglia; che secondo lei l'aveva tradita, condannandola al suo destino. Decise quindi di liberare dagli abissi del Tartaro il titano Atlante e, grazie alla sua micidiale forza, di fargli rapire il Dio del Sole, durante il suo viaggio nei cieli.

Imprigionato nella morsa di Atlante, Elio e il potere da lui incarnato, vennero usati per cominciare a distruggere il Pilastro del Mondo (una grossa costruzione a torre, che sorreggeva il peso del mondo mortale) che sorgeva nei Campi Elisi. In aiuto del Dio del Sole arrivò Kratos (ora al servizio degli Dei dell'Olimpo), mandato da Eos e da Atena. Le due però, erano ignare del complotto ordito da Persefone, e cercarono l'aiuto dello spartano per riuscire a combattere la morsa sempre più potente di Morfeo, Dio dei sogni, e dalla sempre più opprimente oscurità scaturita dall'assenza di Elio e della sua luce dai cieli.

Dopo aver recuperato lo Scudo del Sole ed esser riuscito a risvegliare i Destrieri del Fuoco, dalle rovine del tempio/carro di Elio, Kratos li usò per raggiungere l'Oltretomba e il loro padrone. Riuscendo a farsi strada nel mondo dei morti, il Fantasma di Sparta arrivò ai Campi Elisi, dove apprese la vendetta di Persefone e la sua intenzione di usare il potere di Elio per far crollare il mondo intero. Mentre affrontava la sposa di Ade, Kratos riuscì a intrappolare due delle braccia di Atlante, così facendo, lo spartano riuscì a liberare parzialmente Elio, dalla presa del titano. Il Dio del Sole riuscì così a dare a Kratos parte della sua energia; energia che il Fantasma di Sparta usò per uccidere definitivamente Persefone. Dopo la sconfitta della sposa di Ade, Elio cadde dalla presa di Atlante e finì negli Inferi. Salvato nuovamente da Kratos, il Dio e il suo carro tornarono nei cieli, rispedendo Morfeo nelle tenebre alle quali apparteneva.

Elio recupera lo Scudo del Sole da un inerme Kratos.

Ci ha servito ancora Atena. E' debole, lo dobbiamo aiutare?

–Elio

Sfortunatamente, mentre riportava il carro ed Elio alti nel cielo, Kratos finì per cadere dal cocchio del Sole. Venne salvato da Elio ed Atena, prima di sfracellarsi, privo di sensi, sulla Scogliera del Suicidio. Presto le due divinità raggiunsero lo spartano; e mentre recuperavano lo Scudo del Sole e il Guanto di Zeus, Elio chiese alla Dea della saggezza se fosse opportuno aiutare il mortale a riprendersi dalla terribile impresa appena compiuta, ma Atena gli rispose che sarebbe sopravvissuto anche senza il loro intervento. Detto questo, i due Dei ritornarono sull'Olimpo, tramite il portale presente sulla scogliera.

Durante le vicende di God of War[]

Non è chiaro quale fu il male che infettò il Dio del Sole, quando Kratos aprì il Vaso di Pandora (per sconfiggere Ares); ma molto probabilmente fu l'Inganno. Elio fu una delle molte divinità dalle quali Kratos riuscì a farsi detestare, infatti l'odio del Dio del Sole iniziò quando il nuovo Dio della Guerra decise di mettere a ferro e fuoco l'isola sacra del Dio: Rodi. Inoltre, Elio fu una delle divinità che risposero alla chiamata alle armi di Zeus, per porre fine alla minaccia rappresentata dal Fantasma di Sparta.

Seconda Grande Guerra e Morte[]

Elio osserva la scalata dei Titani, insieme agli altri Dei.

I Titani cadranno di nuovo!

–Elio

Elio sale sul Carro del Sole, quando questo vola davanti all'osservatorio del Monte Olimpo.

Quando Kratos portò i titani nel suo tempo, Elio (insieme a Poseidone, Ade, Zeus ed Ermes) prese parte alla Seconda Grande Guerra. Il Dio del Sole fu la prima divinità a scendere in guerra, infatti, quando il suo carro volò davanti all'osservatorio del Monte Olimpo, Elio ci saltò sopra e si diresse in battaglia.

Elio bombarda Perse con la sua energia solare, fino a farlo precipitare dal Monte Olimpo.

Armato del suo Scudo del Sole, i primi obiettivi del Dio furono Gaia e Kratos, che guidavano la scalata, e quindi li cominciò a bombardare con palle di fuoco e con colpi di energia solare. Inizialmente, il Dio tentò di impedire allo Spartano di proseguire lungo il braccio della madre Terra, dando fuoco ad uno dei tanti alberi che crescevano sul corpo di Gaia; continuando poi a bombardare il titano con i suoi colpi. Quando Poseidone scese in campo (insieme ai suoi Ippocampi), Elio spostò la sua attenzione sul titano Perse. Dopo aver scagliato molti dei suoi colpi infuocati, il Dio della Luce riuscì a far perdere l'equilibrio al titano della distruzione e dopo averlo colpito ancora con colpi di energia solare, riuscì a farlo cadere del tutto dalla montagna degli Dei.

Kratos vede il Carro del Sole di Elio sfrecciare nel cielo, in direzione di Olimpia.

Temi la collera del Sole!

–Elio

Dopo aver massacrato Poseidone ed Ade, ed essersi fatto strada nel regno degli Inferi; Kratos riuscì a tornare nel mondo dei vivi (attraverso un Portale d'Iperione), trovandosi all'ingresso della città di Olimpia. Qui lo spartano vide Elio e il suo carro sfrecciare nel cielo, in direzione della città mortale. Il Dio del Sole era ancora impegnato nell'affrontare Perse, che si era rivelato piuttosto resistente ai suoi colpi. Elio riuscì a fermare il titano all'ingresso della città, impedendogli di ritentare la scalata della grande montagna. Mentre il Dio continuava a colpire Perse, si accorse che il Fantasma di Sparta si faceva sempre più vicino (e in quel momento era impegnato in uno scontro con un gruppo di Legionari dell'Olimpo e contro un Centauro), quindi, nel tentativo di eliminare anche lui; cominciò ad investire di fiamme e colpi d'energia solare anche il Fantasma di Sparta.

Lo spartano aziona una balestra sulle mura di Olimpia per colpire il carro del Sole.

Non interferire, Fantasma di Sparta!

–Elio

Il colpo della balista stacca una delle ruote del Carro di Elio, facendo perdere il controllo della triga al Dio. Approfittando della situazione, Perse afferra e stritola Elio e i Destrieri del Fuoco; per poi lanciare ciò che rimane verso la parete del Monte Olimpo.

Elio continuò il suo attacco anche quando Kratos stava affrontando una Chimera. Dopo aver abbattuto la bestia, lo spartano utilizzo una balestra li vicino per colpire al volo il carro del Dio del Sole. Il dardo dell'arma raggiunse il suo obbiettivo, staccando una ruota alla triga della divinità, facendole perdere il controllo. Questo momento di debolezza, diede l'occasione a Perse di colpire; ed infatti afferrò al volo il carro (compresi i Destrieri ed Elio) e lo stritolò con violenza; uccidendo i tre cavalli, distruggendo il carro e ferendo gravemente il Dio del Sole. Dopo ciò, il titano scaglio ciò che rimaneva del carro (e dello stesso Elio) verso il Monte Olimpo.

Elio gravemente ferito dopo lo schianto del Carro del Sole

Sopravvissuto al terribile colpo infertogli da Perse, il Dio del Sole era però gravemente ferito, incapace di reggersi in piedi (probabilmente, l'attacco del titano gli aveva spezzato le gambe). Ben presto fu raggiunto dal Fantasma di Sparta (che era sulle sue tracce sin da quando lo aveva avvistato, sulla via per Olimpia); ma in soccorso di Elio arrivò dall'Olimpo, un battaglione di Guardiani dell'Olimpo, muniti di scudi in onice. Nonostante ciò, ben presto i soldati non morti vennero abbattuti da Kratos (con "l'aiuto" di un ciclope), lasciando di nuovo il Dio del Sole alla mercé dello spartano.

Elio cerca di convincere il Fantasma di Sparta a risparmiarlo e ad aiutarlo a salvarsi.

Kratos, non ho mai dimenticato il debito che ho con te. Salvami di nuovo, come già mi salvasti da Atlante, e... e ti prometto che ti ripagherò di tutto.

–Elio

Il Dio del Sole usa la sua luce per investire ed abbagliare Kratos.

Elio, nel tentativo di salvare la propria vita, cercò di convincere lo spartano ad aiutarlo, ma Kratos volle in cambio delle informazioni sulla Fiamma dell'Olimpo. Restio a soddisfare il desiderio del Fantasma di Sparta, Elio ricorse ancora ai suoi enormi poteri; cominciando ad emanare una terribile luce che diresse contro Kratos. Ripresosi dall'attacco, lo spartano cominciò a calciare violentemente la testa del Dio del Sole contro il suolo, impedendogli così di utilizzare ancora le sue capacità. Ormai stremato, Elio decise di rivelare a Kratos come raggiungere la letale fiamma, e che per assorbirne l'immenso potere, sarebbe dovuto penetrare al suo interno.

Lo spartano pesta la testa di Elio per impedirgli di usare ancora i suoi poteri.

Essendo un'informazione discorde da quella ricevuta dal Dio fabbro Efesto, nella Forgia dell'Ade, Kratos accusò il Dio del Sole di star mentendo. Senza più forze, Elio ricordò al Fantasma di Sparta che, in ogni caso la sua morte non lo avrebbe comunque condotto da Zeus. A questa frase, Kratos aggredì il figlio di Iperione e con ferocia gli strappò brutalmente la testa dal corpo.

La brutale morte del Dio del Sole

Con la morte del Dio, il Sole si spense (riducendosi di dimensioni) e l'intero cielo venne avvolto da un'enorme coltre di nubi temporalesche, che lasciarono dietro di loro soltanto pioggia, fulmini e tornado; ed immergendo la Terra in una notte profonda ed in un eterno crepuscolo. La morte di Elio, dell'astro e del potere che egli incarnava contribuirono alla morte delle piante e fu un grave flagello per gli ultimi esseri umani ancora in vita.

Il Sole si spegne e il cielo viene coperto da una coltre di nubi temporalesche che riversano incessanti pioggie e tornado sulla Terra.

In seguito, Kratos usò la testa del Dio come arma durante la sua scalata all'Olimpo.

Poteri e Abilità[]

ECCO IL POTERE DEL SOLE!

–Elio

Come tutti gli Dei, Elio era immortale e possedeva una forza fisica sovrumana. Inoltre possedeva poteri del tutto personali:

  • Incarnare il potere del Sole e d'essere un tutt'uno con esso, Elio e il Sole sono praticamente la medesima cosa; e questo conferisce al Dio la possibilità di utilizzare appieno il potere dell'astro, ed usarlo come un'estensione di se stesso.
  • Elio scatena la terribile ed accecante luce dell'astro che incarna contro Kratos, dando così prova del suo enorme potere come Dio del Sole.

    Lucecinesi assoluta, quindi la capacità di poter manipolare a proprio piacimento la luce (potendo creare letali sfere d'energia o potenti raggi luminosi).
  • Pirocinesi, controllo del fuoco legato all'elemento del Sole.
  • Resistenza al calore, essendo un tutt'uno col Sole e con il Fuoco Primordiale, Elio non soffre alcun danno legato all'elemento del fuoco o alle alte temperature.
  • Onniveggenza, data dalla sua capacità di poter usare il Sole come un'estensione del proprio essere e con il quale può osservare tutto ciò che accade nel mondo intero.
  • Controllo assoluto del Fuoco Primordiale, con la quale si è unito e dalla quale egli trae parte del suo potere.
  • Agilità sovrumana.
  • Riflessi sovrumani.
  • Esperto combattente.
  • Possibile biocinesi, quindi la facoltà di poter creare e controllare malattie e pestilenze.
  • Resistenza sovrumana, testimoniata dal fatto che sia riuscito a sopravvivere al terribile attacco del titano Perse.
  • Capacità di volare, autonomamente o a bordo della sua triga.
  • Capacità di controllare e creare i Destrieri del Fuoco, facoltà che condivide con sua sorella Eos, Dea dell'Alba.

Curiosità[]

  • Nella versione originale di God of War: Chains of Olympus, Elio è doppiato da Dwight Schultz (il famoso Murdock della serie tv "A-Team") che è stato il doppiatore anche del personaggio di Caronte. In God of War III, il Dio del Sole è invece doppiato da Crispin Freeman.
  • Il volto di Elio è modellato su quello di Crispin Freeman.
  • Mentre in God of War: Chains of Olympus Elio e il Sole sembrano essere un tutt'uno, in God of War III sono divisi.

    Una foto che mostra il work-in-progress della parte iniziale relativa al multigiocatore di God of War: Ascension, in cui si può notare la presenza di una quinta statua

  • Nella demo di God of War III, la morte di Elio non causava nessun mutamento del cielo e del Sole.

    Altro fotogramma della fase in lavorazione della Rotonda dell'Olimpo del multigiocatore. Si può ben notare la presenza della statua di Elio (con tanto di Scudo del Sole al braccio) affianco a quella di Poseidone (andando ad occupare così la quinta ed ultima gradinata).

  • Il Dio del Sole possiede sul corpo innumerevoli tatuaggi a tema solare, che s'illuminano quando egli usa i suoi poteri (in un modo molto simile a quelli di Poseidone).
  • Elio doveva essere una delle divinità con cui il giocatore poteva scegliere di allearsi, all'inizio della campagna multigiocatore di God of War: Ascension. La statua del Dio del Sole, a cui giurare fedeltà, si sarebbe dovuta trovare affianco a quella di Poseidone, nella quinta gradinata della Rotonda dell'Olimpo (che nella versione finale del gioco, è vuota). Purtroppo, alla fine, l'alleanza con il Dio del Sole venne scartata durante le prime fasi di sviluppo, dato che i poteri offerti da Ares e da Elio avrebbero finito per assomigliarsi pesantemente.
  • Ironicamente, per poter "accedere" al potere con cui poter uccidere un Dio, Kratos ha dovuto alla fine penetrare all'interno della Fiamma dell'Olimpo; come il Dio del Sole gli aveva detto.
  • Esiste la possibilità, seppur orrenda, che il Dio del Sole sia ancora effettivamente vivo, e che ormai esista solo come testa distaccata dal proprio corpo; infatti nonostante la sua "morte", la testa di Elio è ancora in grado di poter usare il proprio potere e di gridare.
  • Durante tutta l'età ellenistica (IV secolo a.C- I secolo a.C.) la figura e il culto di Elio confluirono e si sovrapposero più volte con quelli dedicati ad Apollo, che finì con l'essere erroneamente identificato come il Dio del Sole, titolo che però è unico e solo di Elio; difatti le due divinità sono diverse e vanno ben distinte. Questa errata sovrapposizione tra i due Dei vide come una delle sue cause iniziali il "Fetonte", la tragedia di Euripide. La composizione segue la sventurata morte di Fetonte, figlio di Elio e dell'oceanina Climene, che riuscì a convincere il padre a lasciargli guidare (come segno della sua discendenza divina) il Carro del Sole, anche per un solo giorno. Quando però il ragazzo si rivelò troppo debole per riuscire a trattenere bene le briglie dei divini Destrieri, o per sopportare le estreme temperature della quadriga; il Carro uscì dal suo ordinario arco nel cielo, portando il Sole o troppo lontano o troppo vicino alla Terra, minacciando così di distruggere il mondo mortale. Venuto a conoscenza della situazione, Elio (o Zeus, in alcune versioni del mito) fu costretto ad abbattere la quadriga provocando così la morte del proprio figlio. Nei dialoghi finali del dramma di Euripide, Climene, distrutta dal dolore, piange la morte del figlio maledicendo al contempo il Dio del Sole, descrivendolo con la frase "... Elio, che gli uomini giustamente chiamano Apollo ...". Anche se inizialmente questa frase spinse ad una scorretta confluenza delle due figure mitologiche, solo studi linguistici successivi dimostrarono che la parola "Apollo" non si riferisce al Dio della Arti, ma deriva bensì dal termine "Ἀπολλύων" ("Apollyon"), che significa "Distruttore". Solo successivamente al periodo ellenistico le figure di Elio e Apollo tornarono a dividersi e ad essere ben distinte; anche se conseguentemente a ciò, il Dio del Sole accumulò sulla sua figura molti aggettivi ed elementi generalmente usati per descrivere il e tipici del Dio dell'Illuminazione, come ad esempio il termine "Febo" ("φοῖβος", "Phoebus"), che significa "Splendente" o "Luminoso" (solitamente legati alla figura di Apollo in quanto Dio della conoscenza e della sapienza, qualità descritte come "la luce per combattere l'oscurità dell'ignoranza"). Durante l'Impero Romano, invece, il culto e l'importanza di Elio (venerato sotto il nome di "Sol" o "Sol Invictus", che può essere tradotto con "Elio Invitto", "Elio il Grande" o "Elio l'Incrollabile"), divennero talmente preponderanti ed importanti da elevarlo a figura centrale del pantheon delle divinità romane, superiore a volte anche allo stesso Giove (Zeus).
  • Molti studiosi classificano Elio come un Dio-Titano, una figura intermedia tra le due razze divine della mitologia greca. Questa categorizzazione non ha una base mitologica, ma viene generalmente utilizzata per indicare come Elio, da un punto di vista storico, culturale e sociale, alla pari di molti altri Titani, faccia parte di quelle divinità non solo più arcaiche rispetto agli Olimpici, ma che le popolazioni della penisola greca hanno mutuato dal vicino Medio Oriente (infatti la figura e l'iconografia del figlio di Iperione sono paragonabili e quasi sovrapponibili con quelle di Hvare-khshaeta, il "Sole Raggiante" dello Zoroastrismo, religione diffusa anticamente in Iran, in Persia e nelle zone dell'Asia centrale). All'interno della mitologia greca, dei culti e delle credenze ad essa collegate, Elio non viene mai indicato come appartenente alla genia dei Titani, ma come un vero e proprio Dio, quindi facente parte della stessa razza degli Dei dell'Olimpo; pur però non essendo parte del Pantheon, quindi dell'insieme delle dodici e più importanti Divinità dell'Olimpo. Persino Omero, nel suo "Inno ad Elio", descrive il Dio del Sole come "... ch'è uguale in tutto ai Celesti ..." (con "Celesti" che indica gli Dei dell'Olimpo, intesi come Pantheon).
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