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Le sorelle puniscono tutti noi senza pietà o rimorso.

La più crudele è Aletto. E' lei che irride le vittime con ciò che bramano.

–Un appunto dello Scriba del centimane

Aletto, anche conosciuta come la Regina delle Furie, è una delle tre temibili Furie, insieme alle sue sorelle Tisifone e Megera. Come Furia dell'Anima, il compito di Aletto è quello di torturare per sempre i colpevoli, mostrando loro ciò che il loro cuore brama di più al mondo, ma che non potranno mai avere.

All'interno della saga di God of War, appare soltanto in God of War: Ascension dove ricopre il ruolo di una delle tre antagoniste principali.

Serie di God of War Modifica

L'Ira dei Primordiali e nascita Modifica

In un'era antecedente i Titani, prima degli Dei dell'Olimpo, divampò una violenta battaglia...l'ira delle Divinità Primordiali...le creature che plasmarono la Terra.

–Gaia

Batalla de los Primordiales 3

Ourea ferisce gravemente Nemesi, colpendola al volto. In questo modo, la sangue e le carni della primordiale della giustizia finiscono nelle acque del mare.

Poco tempo dopo la loro nascita, tra i potenti Primordiali scoppiò una furiosa guerra, mossa dal desiderio di alcuni di riuscire a conquistare il potere e regnare così sui propri simili. Questo furioso conflitto andò ad intensificarsi tra quattro di queste antiche divinità: Urano e Talassa, e Ourea e Nemesi. Con la morte di Talassa, per mano di Urano, vennero a formarsi tutte le masse d'acqua che ricoprirono la superficie della Terra. Quando però Ourea ferì gravemente Nemesi al viso, le carni e il sangue della primordiale della giustizia finirono nelle acque del mare appena formatosi. Qui, gli umori cominciarono a mutare e uniti a tutti quei primi mali, alla collera e alla sete di guerra scaturita da quell'antico scontro, presero forma Aletto e le sue sorelle.

E da questa collera, da questa sete di guerra, emersero le Furie.

–Gaia

Aletto nascita emerge mostro marino GoW Ascension

Di tutte le Furie, Aletto è la prima a nascere, vedendo la luce del mondo sotto le sembianze di un enorme mostro marino.

Prima ad emergere dal caos della battaglia e dalla furia della loro nascita, Aletto vide la luce del mondo sotto le sembianze di un enorme mostro marino, provvisto di appendici simili a tentacoli; salvo poi riconvertirsi nella sua forma naturale e dall'aspetto più umano.

Ne Titani, ne Dei. Ne mortali, ne spettri. Le Furie non avevano vincoli, in quanto Custodi dell'onore. Esecutrici del castigo. Flagello dei traditori.

–Gaia

IbuAeohgISOwea

La nascita delle Furie, che emergono dal caos generato dalla battaglia tra i Primordiali.

Andando a costituire una razza a sé, le tre sorelle erano prive di qualsiasi vincolo di sangue o di fedeltà nei confronti di qualunque altra razza divina presente sulla Terra. Ciò permise loro di andare a ricoprire il ruolo di imparziali guardiane dell'onore ed esecutrici del castigo nel caso in cui questo venga sporcato.

Non si conoscono le azioni di Aletto e delle due sorelle durante il regno di Urano e (dopo la sua detronizzazione) durante quello di suo figlio Crono, ma è probabile che le tre decisero di restare in disparte ed osservare gli eventi che avrebbero portato alla caduta dei Titani e all'ascesa al potere degli Olimpici.

L'ascesa degli Dei dell'Olimpo e il patto di Briareo Modifica

Maxresdefault (3)

Zeus, Poseidone e Ade vittoriosi alla fine della Titanomachia.

Quando Zeus salì al potere, scoprì che le sorelle non rappresentavano una minaccia.

–Gaia

Dopo aver salvato i suoi fratelli dal ventre del padre, Zeus decise di muovere guerra ai propri genitori per punirli e detronizzarli, conquistando così il dominio su tutto il creato.

Le Furie impartivano il proprio castigo soltanto a chi ritenevano colpevole. E il primo di questi traditori fu il centimane Briareo.

–Gaia

Briareo

Il Centimane Briareo, imprigionato negli abissi del Tartaro.

Per aumentare le probabilità di vittoria sue e dei suoi fratelli, il Dio del Tuono decise di liberare il centimane Briareo dagli abissi del Tartaro; luogo dove era stato rinchiuso insieme ai suoi fratelli (Cotto e Gige) dal padre Urano; poichè questi fu disgustato dal loro aspetto e timoroso della loro tremenda forza. Fu così che tra i due venne stretto il primo patto di sangue nella storia del mondo: il futuro Re degli Dei avrebbe liberato l'ecatonchiro dalla sua prigionia se questi gli avesse promesso la sua eterna obbedienza e aiuto durante la guerra che stava per scoppiare.

Egeón junto a Zeus

Briareo infrange il suo vincolo di sangue con Zeus, per poter così partire e liberare Cotto e Gige dalla loro prigionia.

Quando il mostro strinse un patto di sangue con Zeus, salvo poi tradire il re degli Dei, le Furie non esitarono ad intervenire.

–Gaia

Grazie all'aiuto del mostro, gli Olimpici furono in grado di sconfiggere i possenti Titani e a rinchiuderli nelle profonde oscurità degli Inferi. Conclusa la Titanomachia, però, Briareo decise di infrangere il vincolo contratto con Zeus; molto probabilmente per avere così la possibilità di liberare i suoi due fratelli e assieme a loro conquistare il mondo, che apparteneva a loro per diritto di nascita. Avvertito lo spergiuro perpetrato dal centimane, Aletto e le sue sorelle non esitarono ad entrare in azione.

Furias y Zeus

Avvertito lo spergiuro di Briareo, le Furie non esitano ad entrare in azione.

Le sorelle non diedero tregua a Briareo, e dopo averlo catturato, lo torturarono senza pietà.

–Gaia

Dietro indicazioni del sovrano dei Cieli, le Furie cominciarono a dare la caccia a Briareo, e una volta raggiunto lo torturarono senza pietà per punizione dello spergiuro commesso. Ridotto all'immobilità il mostro, le sorelle decisero che la morte era una punizione troppo clemente per il suo tradimento, così decretarono di fare del centimane un esempio per tutti coloro che in futuro avessero anche solo pensato di rompere una promessa o un patto di sangue.

Hecaton Mural

Vittima di orribili torture e mutilazioni, il centimane Briareo viene lentamente trasformato nella Prigione dei Dannati, per volere delle Furie.

Il primo ad infrangere un patto di sangue. Le Furie lo torturarono, tramutandone il corpo in questa oscura prigione.

–Murale nella Prigione dei Dannati, che spiega il triste fato toccato a Briareo.

Nei secoli successivi la cattura, Briareo fu orribilmente torturato: il suo corpo venne mutilato, intere sezioni e organi del suo fisico vennero rimosse o modificate, celle e macchinari di tortura vennero scavati nella sua carne e lentamente venne trasformato nella Prigione dei Dannati. E poco dopo il suo completamento, venne ben presto rinchiuso al suo interno il primo mortale che decise di infrangere un vincolo di sangue con una divinità.

L'arrivo di Ares Modifica

Ares furie aletto contatto

Nella speranza di poter creare il guerriero perfetto, Ares entra in contatto con Aletto, la Regina delle Furie.

Un tempo erano giuste. Severe, ma giuste. Dev'essere colpa di Ares, immagino.

–Lo Scriba del Centimane

Negli anni successivi, Aletto e le sue sorelle testimoniarono e imposero gli innumerevoli patti che i mortali cominciarono a stringere tra loro e/o con le divinità olimpiche, e ad imprigionare e torturare tutti coloro che invece venivano meno alla parola data. Tra questi vi fu anche il vincolo che il grande architetto siceliota Archimede strinse con il Dio dell'Illuminazione Apollo, quando promise che avrebbe costruito in suo onore un'enorme statua nel luogo di nascita del Dio delle Arti e di sue sorella, Artemide: l'arcipelago di Delo.

Ares aletto sesso concepimento orkos

Aletto giace con Ares. Atto che porterà al concepimento di Orkos.

Quando l'ambizione e la sete di potere di Ares cominciarono a mutare in pura follia ed ira, nei confronti del regno di suo padre e del resto dei suoi familiari (andando così ad alimentare l'infame ciclo di violenza, che da tempi remoti affliggeva la stirpe di Urano), il Dio della Guerra iniziò a tramare la disfatta degli Olimpici. Ma per riuscirvi aveva bisogno di una sola cosa: il guerriero perfetto. Un guerriero capace, da solo, di radere al suolo l'intero Monte Olimpo.

Nascita orkos

La nascita di Orkos, il semidio figlio di Ares ed Aletto.

Nella speranza di poter concepire egli stesso un tale soldato; il Dio del Massacro entrò in contatto con le Furie. Col tempo, egli riuscì a corrompere le sorelle, facendogli sposare il suo folle piano di distruzione e conquista. Dopo aver portato le Furie dalla sua parte, Ares, sempre più ebbro di potere e follia, si unì ad Aletto nella speranza che l'unione di un Dio e di una Furia potesse portare alla nascita dell'essere di cui il Dio del Massacro aveva un disperato bisogno. Da tale unione nacque Orkos, che ben presto, però, si rivelò essere una delusione agli occhi del genitore e che per questo venne abbandonato a se stesso. Nonostante ciò l'alleanza formata tra il Dio della Guerra e le Furie rimase, così come i loro diabolici intenti.

Furie affidano compito custode patti orkos

Vedendo del potenziale in Orkos, le Furie decidono di affidargli il compito di Custode dei Patti.

Sono nato dall'unione del Dio della Guerra con la Regina delle Furie. Ebbro d'ira e di follia, Ares sperava di concepire il guerriero perfetto. Ma non ho fatto che deluderlo.

–Orkos

Vedendo dell'utilità nel giovane semidio, Aletto e le sue sorelle decisero di salvarlo, divenendone così le madri, e di affidargli l'incarico di Custode dei Patti, con anche il compito di farli rispettare. Vincoli (sotto forma di brillanti pietre color ambra) che il semidio avrebbe dovuto conservare sul proprio corpo; azione che non solo provocava un enorme dolore al neo-custode ma che ne affliggeva poi anche il corpo, lasciando orribili incavi e piaghe nei punti dove prima si trovavano le varie gemme. Tale era la mansione affidatagli che le Furie obbligarono anche lo stesso Orkos a compiere un giuramento sulla sua nuova funzione, vincolo che si convertì (come tutti i giuramenti testimoniati dalle tre sorelle) e si materializzò sotto forma di una grossa pietra color ambra.

Furie pietra giuramento patto kratos pelle orkos

Aletto e le sue sorelle cominciano ad innestare le varie Pietre del Giuramento nel corpo di Orkos, cosicché egli le custodisca, provocandogli però nel frattempo un indicibile dolore.

Mi salvarono le mie madri, con il compito di far rispettare i patti.

–Orkos

E fu così che Orkos iniziò a servire Aletto e il resto delle sue madri, portando a termine fedelmente il loro volere, custodendo e facendo rispettare i vari vincoli di sangue contratti dai mortali; ignaro però delle vere motivazioni che spingevano le azioni dei suoi genitori.

Il patto di Kratos Modifica

Nel corso degli anni, Il Dio del Massacro cominciò ad osservare con interesse il giovane mortale Kratos. Vedendo nel semplice guerriero spartano le caratteristiche di un Dio, Ares decise di trasformarlo nell'arma definitiva di cui aveva bisogno.

Ares aletto furie piano crollo caduta monte olimpo

Con la complicità di Aletto e delle altre Furie, Ares comincia a mettere in atto il suo piano per scuotere le fondamenta stessa dell'Olimpo, con lo scopo di soggiogare e regnare poi sugli Dei stessi.

Ares ti ha creato con lo scopo di radere al suolo l'Olimpo!

–Orkos rivela la verità a Kratos

Fu così che il folle Dio della Guerra cominciò segretamente a condizionare la vita dello spartano. Inizialmente gli fece prendere parte ad una delle tante scommesse tra gli Dei. L'obiettivo di questa nuova contesa divina era quello di scegliere un mortale e di obbligarlo a intraprendere un viaggio per riuscire ad ottenere la magica ambrosia del Dio Asclepio. Kratos, divenuto perciò il campione scelto da Ares, riuscì a vincere la sfida e a tornare trionfante a Sparta, dove fu nominato capitano. Da quel momento in poi, la vita dello spartano fu segnata.

Qualche anno dopo, raggiunta ormai la fama di guerriero micidiale, Kratos si lanciò insieme al suo esercito contro un'ondata di spietati barbari (guidati dal giovane re Alrik) che si stava ammassando ad est di Sparta, per volere di Ade, che voleva vendicarsi di Ares e del suo campione per la sconfitta subita. La battaglia fu breve e spietata: la disciplina dei soldati spartani fu quasi del tutto inutile contro la brutalità dei barbari.

Furie prove sangue patto kratos ares

Per suggellare il patto di Kratos ed averlo del tutto in pugno, Ares e le Furie ideano tre prove di sangue.

Disteso ed inerme, sopra una pila di cadaveri spartani, Kratos stava per essere finito dal re barbaro; quando, in un disperato tentativo di salvare se stesso ed assicurarsi la vittoria, invocò l'aiuto del suo signore: il Dio della Guerra. Conscio che lo spartano avrebbe implorato il suo aiuto, Ares aveva già escogitato insieme ad Aletto e le altre Furie tre orribili prove di sangue con le quali suggellare il vincolo di Kratos ed averlo del tutto in pugno: versare il sangue dei nemici, il sangue degli innocenti e il sangue della sua famiglia.

Furie prove sangue patto kratos sangue nemici alrik

La morte di Alrik, per mano di Kratos da poco armato con le Spade del Caos, suggella la prima parte del patto dello spartano.

Quando il Dio del Massacro salvò il suo discepolo dai barbari e gli consegnò le Spade del Caos, Kratos le utilizzò per decapitare Alrik, portando quindi a termine il primo tributo di sangue del suo patto. Negli anni di servitù che seguirono, Kratos e il suo esercito continuarono la loro incessante marcia di morte e distruzione per conto del Dio della Guerra. Durante questo periodo, molti furono gli innocenti che furono assassinati dallo spartano, facendogli compiere così anche la seconda prova del suo vincolo.

Furie prove sangue patto kratos sangue innocenti

Massacrando vite innocenti, seguendo lo spietato volere di Ares, Kratos compie anche la seconda prova del suo vincolo.

Per tenerti del tutto in pugno, Ares e le mie madri idearono tre prove di sangue: versare il sangue dei nemici, il sangue degli innocenti e il sangue della tua famig...

–Orkos

Quando infine il Pugno di Ares portò a termine il sacrificio ultimo, trucidando la propria famiglia in un inganno sortito dal folle Dio della Guerra, il vincolo tra lo spartano ed Ares era ormai completo e il sentiero verso il piano per la distruzione dell'Olimpo fu libero. Sfortunatamente per il Dio del Massacro, dopo la morte di Lysandra e Calliope, Kratos decise di rifuggire il vincolo che lo legava alla pazza divinità e per questo le Furie cominciarono a dargli la caccia per riuscire a riportarlo al servizio del Dio della Guerra.

Furie prove sangue patto kratos sangue famiglia

La mattanza di Lysandra e Calliope, compiuta con le sue stesse mani, suggella anche l'ultima e più crudele prova del patto di Kratos con Ares.

Il tradimento di Orkos Modifica

Poi sei arrivato tu, Kratos. L'ultima prova del tuo vincolo mi ha fatto dubitare delle azioni della mia famiglia.

–Orkos

Orkos dubbio furie patto kratos pietra giuramento

L'ingiusto patto di Kratos fa sorgere dubbi in Orkos sulle azioni delle Furie.

Sconcertato e confuso delle azioni della propria famiglia, Orkos decise di cercare risposte rivolgendosi ad Aletheia, l'Oracolo di Delfi. Fu proprio la divinatrice a rivelare al Custode dei Patti il complotto di Ares ai danni di Zeus, e del fatto che la sua stessa nascita non fosse stato altro che un primo tentativo per riuscire a portare la distruzione del regno degli Olimpici.

Inizialmente incredulo sulla tanta crudeltà e follia dei suoi stessi genitori, Orkos si dimostrò scettico delle rivelazioni dell'oracolo; anche se ben presto realizzò che sue le parole corrispondevano alla realtà. La rivelazione sulla volontà di Ares di rovesciare Zeus per regnare egli stesso sull'Olimpo, unì Orkos e Aletheia, che ben presto divennero amanti.

Aletheia orkos attaccati furie

Dopo aver scoperto il tentativo di Orkos e Aletheia di avvisare Zeus e gli altri Olimpici dei suoi piani, Ares manda Aletto e le altre Furie a fermare i due amanti.

Io e Aletheia volevamo avvisare Zeus, ma quando Ares lo scoprì ci fece inseguire dalle mie madri. Loro hanno... strappato gli occhi alla mia amata. Il suo tempio è diventato una prigione.

–Orkos

Decisi ad avvertire Zeus e il resto degli Olimpici del rischio rappresentato da Ares e delle sue macchinazioni, i due si diressero verso l'Olimpo. Sfortunatamente per Orkos e la sua amante, il Dio della Guerra scoprì ben presto il loro piano. Timoroso che le loro parole avrebbero potuto condannarlo e distruggere le sue trame di conquista, il Dio delle Guerra mandò le Furie a caccia dei due. Le tre, dopo aver rapito Orkos e averlo riportato al Centimane, immobilizzarono Aletheia e senza alcuna pietà strapparono gli Occhi della Verità all'indifesa divinatrice, relegandola poi all'interno del tempio di Delfi.

Orkos rapito furie

Le Furie rapiscono Orkos per ricondurlo, prigioniero, al Centimane.

Per evitare che qualcun'altro potesse scoprire il loro complotto, Ares ordinò alle Furie di nascondere gli Occhi della Verità. Le sorelle decisero di affidare il compito ai loro nuovi alleati, i fratelli siamesi Castore e Polluce, in cambio i due sarebbero divenuti i carcerieri di Aletheia e signori incontrastati del tempio delfico.

Ares e le mie madri sapevano che nascondendo gli Occhi della Verità, nessuno avrebbe potuto scoprire il complotto. E molto presto, avrebbero... regnato sugli Dei stessi.

–Orkos

Furie strappano occhi verità aletheia

Aletto e le sue sorelle strappano gli Occhi della Verità all'Oracolo Aletheia, assicurandosi così che nessun altro possa scoprire il complotto ordito da loro e da Ares

I Dioscuri decisero quindi di nascondere gli occhi all'interno della grande lanterna, nella statua di Apollo a Delo. Ciò causò uno scontro con il siceliota Archimede e portò alla distruzione della statua stessa. Preso dallo sconforto, l'architetto si rimise subito al lavoro per ricostruire il suo sontuoso tributo ad Apollo, e per Aletto e le sue sorelle fu proprio questa l'occasione ideale per instillare nel poveruomo la loro venefica follia, portando Archimede a creare una insidiosa trappola per rendere ancora più difficile il riuscire a raggiungere gli occhi: la Sfida di Archimede.

Per molto tempo le Furie torturarono lo sventurato Custode, per punirlo del suo tradimento nei loro confronti e per il suo tentativo di rivelare al Padre dell'Olimpo i loro piani. Ma grazie alla sua abilità di poter creare dei cloni d'ombra di se stesso, ben presto Orkos riuscì a sfuggire dalla prigionia impostagli da Aletto e le altre Furie.

Mi sento precipitare nella loro follia... Ares ha chiesto consiglio ad Aletto. Non hanno pietà del loro stesso figlio... i lamenti di Orkos echeggiano nella mia stanza.

–Un appunto dello Scriba del Centimane

La caccia a Kratos Modifica

Furie illusione kratos lysandra cirra

Nel tentativo di stanare e condurre da loro il Fantasma di Sparta, le Furie creano un'illusione della moglie di Kratos, Lysandra, e della loro casa a Sparta.

Lasciato perdere il figlio, Aletto e le sue sorelle decisero di concentrarsi sull'unica cosa che davvero era importante per il loro folle piano di conquista: riportare Kratos al servizio del Ares.
La collera delle sorelle non conosce pietà. Cercano un guerriero dalla pelle bianca. Il Pugno di Ares dev'essere riconsegnato al suo proprietario. Il patto va rispettato.

–Un appunto dello Scriba del Centimane

Fu così che le tre partirono alla volta dell'ormai deserto villaggio di Cirra, luogo dove il Fantasma di Sparta aveva trovato rifugio dopo l'assassinio della propria famiglia. Le sorelle tentarono di stanare e condurre da loro lo spartano, attraverso le subdole illusioni di Tisifone, ma il guerriero venne salvato da Orkos (che gli consegnò degli oggetti in grado di allontanare dalla sua mente gli inganni delle Furie) che poi riuscì ad attirare lontano le tre, permettendo così a Kratos d'intraprendere il viaggio verso Delfi in relativa sicurezza (anche se ormai l'esercito delle Furie infestava l'intero villaggio).

Aletto mostro leviatano distrugge nave delo

Aletto si appresta a distruggere la nave mercantile che aveva trasportato Kratos fino all'arcipelago di Delo e alla sontuosa statua di Archimede.

Aletto e le sue sorelle ben presto, però, riuscirono a rintracciare il Pugno di Ares e raggiungerlo quando oramai questi era arrivato a Delo e alla grande statua costruita da Archimede. Fu proprio la Regina delle Furie ad attaccare per prima Kratos, sotto le sembianze di un enorme mostro marino, attaccando e spezzando in due l'imbarcazione che aveva permesso allo Spartano di partire dal porto di Cirra per raggiungere l'insieme di isole dove nacquero Apollo ed Artemide.

Aletto leviatano scaglia prua nave contro kratos delo statua apollo

Aletto, sotto forma di un orrendo leviatano marino, scaglia ciò che resta della nave che aveva permesso a Kratos di raggiungere Delo, contro il Fantasma di Sparta, nel tentativo di impedirgli di raggiungere la Lanterna di Archimede.

Dopo aver spezzato a metà lo scafo della nave mercantile, grazie alla forza dei suoi poderosi tentacoli, Aletto afferrò ciò che restava della prua e del rostro della nave e la scagliò contro il molo sul quale si trovava il Fantasma di Sparta, distruggendo al contempo molte delle impalcature che circondavano il marmo della statua di Archimede; cercando così d'impedire l'avanzata di Kratos verso la Lanterna di Delo e gli Occhi della Verità in essa custoditi.

Non contenta, la Regina delle Furie attaccò nuovamente il Fantasma di Sparta, tentando di schiacciarlo con uno dei suoi immensi tentacoli, mentre questi era intento a sollevare un enorme blocco di marmo che gli impediva il passaggio, lungo il colossale piede della statua. Sfortunatamente per Aletto, Kratos reagì prontamente, e prima di venir schiacciato dall'appendice della Furia, riuscì a conficcare entrambe le Spade del Caos nelle carni del leviatano.

Aletto tentativo schiacciare kratos tentacoli piede apollo GoW Ascension

Aletto tenta di schiacciare Kratos con uno dei suoi immensi tentacoli, venendo però bloccata dalle letali Spade del Caos dello spartano.

Sollevando il tentacolo sopra di sè e conficcando nuovamente una delle spade nelle membra del mostro, Kratos riuscì a costringere così la creatura ritirarsi. Mantenendo ben salda la presa sulle sue lame (ancora piantate nelle carni di Aletto), lo spartano riuscì a sfruttare le contorsioni di dolore del leviatano a proprio vantaggio, facendosi trasportare a mezz'aria e superando così le macerie che gli bloccavano la via. Ferita, la Regina delle Furie si ritirò nelle acque dell'Egeo aspettando una nuova occasione per colpire e bloccare il Fantasma di Sparta.

In seguito, quando il Pugno di Ares raggiunse il guanto di Apollo, Aletto ordinò alle sorelle di occuparsi del guerriero, nella speranza che, o con le illusioni di Tisifone, o con la violenza di Megera, lo spirito e la determinazione di Kratos si sarebbero incrinate abbastanza per permettere alle Furie di ricondurlo sotto il controllo del folle Dio della Guerra. Quando però il guerriero si dimostrò resistente alle tentazioni della Furia della Mente, e dopo essere riuscito a sopraffare entrambe in combattimento (causando anche la perdita di un braccio a Megera), Aletto decise di prendere in mano la situazione.

Aletto leviatano mostro marino inabissare lanterna delo GoW Ascension

Aletto usa i suoi tentacoli per inabissare completamente la Lanterna di Archimede, nel mare dell'arcipelago di Delo.

Dapprima, sempre rimanendo sotto le fattezze di leviatano marino, la Furia dell'Anima decise di usare la poderosa forza dei suoi tentacoli per far inabissare del tutto la Lanterna di Delo (che, dopo il crollo della sontuosa statua di Archimede, riposava appoggiata ad una delle tante isole dell'arcipelago), per impedire così qualunque possibilità allo spartano di raggiungere gli Occhi della Verità.
Basta!

E' il momento, Kratos. Ritorna al ruolo che ti spetta. Forse servendo con rispetto e con onore, potresti ascendere all'Olimpo.

–Aletto

Aletto emerge mare vera forma intrappola kratos inchiostro nero GoW Ascension

Emergendo dal mare, Aletto riassume le sue naturali sembianze ed intrappola Kratos con il suo inchiostro sovrannaturale.

Dopo di che, la Regina delle Furie intervenne direttamente. Riemergendo dal mare, e riacquistando la sua vera forma, Aletto immobilizzò il guerriero marchiato con il suo inchiostro sovrannaturale. La Furia tentò di convincere Kratos a ritornare sotto il servizio di Ares, prospettandogli addirittura la possibilità di una possibile ascesa all'Olimpo (nel caso avesse servito il Dio della Guerra con onore e rispetto)

Poteri e Abilità Modifica

Galleria Modifica

Curiosità Modifica

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